AMORE DI CANI | |
Ancora forte il problema del randagismo in Sicilia, la proposta di Farinone (PD)
03:11, 24/5/2009
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Pochi giorni fa in provincia di Ragusa l'ennesima tragedia del randagismo: un uomo di Licata è stato attaccato da due cani di media taglia ed attualmente è ricoverato in prognosi riservata in gravi condizioni. Sul problema randagismo, ancora irrisolto nonostante i ripetuti gravi episodi siciliani, è intervenuto Enrico Farinone, deputato del Pd e depositario di un disegno di legge sul tema: "Dopo i recenti fatti di cronaca, serve una normativa per tutelare le persone e responsabilizzare i padroni di tali esemplari". “Serve una legge - ha detto Farinone - per evitare l'aggressione da parte di soggetti considerati pericolosi, compresi i cani randagi” ha dichiarato. “L'approccio del sottosegretario al Welfare Francesca Martini – dice poi Farinone - è sbagliato e la sua ordinanza non basta”.Le proposte del deputato: “Nel mio ddl si introduce, in particolare, l'istituzione della licenza per la detenzione di cani di grossa e media taglia appartenenti a razze ritenute pericolose individuate con apposito decreto del ministero dell'Interno, di concerto col ministero per le Politiche agricole e su parere dell'Ente nazionale cinofilia. L'articolo 4, in particolare, vieta l'importazione, l'allevamento, la vendita, la cessione e la detenzione di cani razza pitbull".Secondo l'associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa), più preoccupata per la sorti dei cani, invece “è necessario evitare inutili e pericolosi allarmismi che possono portare a delle vere e proprie battute di caccia contro i cani randagi. Il problema del randagismo non si risolve a fucilate, ma con l'applicazione delle leggi che ci sono e vengono disattese dalla maggior parte delle amministrazioni locali sia in Sicilia che in molte altre regioni del Centro e del Sud Italia”.
Cinofilia: nuovo disciplinare dell'Enci sulla displasia nel cane di razza
03:10, 24/5/2009
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L'Ente Nazionale della cinofilia Italiana (Enci) ha pubblicato il nuovo disciplinare per il controllo ufficiale della displasia dell'anca e della displasia del gomito dei cani di razza iscritti al libro genealogico. Si stabiliscono una serie di valutazioni atte a tenere sotto controllo queste due malattie di origine ereditaria e soprattutto un preciso protocollo per la diagnosi in accordo con i protocolli internazionali promossi dalla FCI. Il disciplinare obbliga la registrazione sul registro del libro genealogico e la valutazione ufficiale della displasia per ogni cane.Ci si potrà rivolgere a qualsiasi veterinario che effettui il controllo ufficiale della displasia, la verifica verrà poi attribuita alle centrali di lettura, autorizzate dall'Enci.L'esame potrà essere ripetuto qualora ci siano dei sospetti, all'articolo 15 del disciplinare si legge: “L'Enci si riserva la facoltà di procedere a delle verifiche su cani già giudicati, sia per controlli randomizzati, sia per motivato sospetto di irregolarità, richiedendo la ripetizione dell'esame radiografico, con la presenza di un delegato Enci e del proprietario del cane”.
Campobasso: la critica di Durante (IDV) sulla gestione dei randagi
03:09, 24/5/2009
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Michele Durante, presidente del Boxer Club Italia Molisano, delegato Enci nonché candidato al consiglio comunale di Campobasso con l'Italia dei Valori, denuncia le politiche sbagliate dell'amministrazione uscente sulla gestione dei cani randagi. Occorre sapere infatti che il comune ha organizzato negli scorsi giorni il trasferimento dei cani ospitati nella struttura cittadina ad un'altra di San Giovanni milanese, misura che secondo l'amministrazione si è resa necessaria per risolvere una situazione definita d'emergenza."Nell'autunno dell'anno 2000 -ha dichiarato Durante - ebbi l'occasione di confrontarmi pubblicamente, nel mio ruolo di presidente del Boxer Club Italia Molisano, con l'allora Sindaco di Campobasso Augusto Massa sulla realtà già molto grave del randagismo in città e sull'allora nuovo canile di S.Stefano. In questi 9 anni il Comune di Campobasso ha gestito molto male la situazione, aggravandola ulteriormente”.Durante ha proposto un nuovo modello di gestione basato oltre che sul censimento generale dei cani tramite microchip e una convenione tra pubblico e privato per il controllo sanitario e la sterilizzazione, sull'organizzazione di squadre cinofile comunali per il controllo del territorio e l'apertura alle associazioni di volontariato e cinofile nella gestione delle emergenze.
Patentino cani: se ne discute a Verona
03:08, 24/5/2009
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Dal 23 marzo è entrata in vogore la nuova ordinanza del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini sulla tutela dell'incolumità pubblica in fatto di aggressioni canine, introducendo, come abbiamo visto, i cosiddetti “patentini”, attestati rilasciati ai proprietari dei “cani impegnativi” dopo appostiti corsi formativi. Per saperne di più e conoscere i contenuti dell'ordinanza è stato organizzato per il prossimo 31 maggio a Verona, un convegno sull'argomento che vedrà la partecipazione dell'Onorevole Martini all'auditorium Gran Guardia.Il Convegno, patrocinato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, dalla Regione Veneto, dala Provincia e da comune di Verona, si propone di dare l’opportunità al mondo cinofilo, addetti ai lavori enon, di riunirsi per valutare attentamente, da un punto di vista scientifico ed istituzionale, come e se il patentino potrà migliorare la convivenza uomo – cane, occupandosi della prevenzione alle aggressioni.Tra i relatori saranno presenti, oltre all’Onorevole Martini, il Direttore del reparto di Neuroscienze comportamentali all’Istituto Superiore di Sanità Prof. Alleva, il genetista Prof. Randi dell’Istituto di Fauna Selvatica di Bologna, la Dott.ssa Bernasconi, Vice Presidente della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici Veterinari Italiani, Dott. Marchesini, il ettore della scuola di Interazione Uomo – Animale, Dott.ssa Ferri, il rettore Generale della Direzione Generale Sanità Animale, Dott. Di Cuffa funzionario Reparti Speciali della Polizia di Stato, la giornalista Valeria Rossi, l’Istruttore Cinofilo Romano Sparapan e, come moderatore l’Etologo Prof. Giorgio Celli.
Lav difende diritto di nutrire i randagi
03:04, 24/5/2009
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La Lav si scaglia contro i sindaci che deliberano vietando la possibilità di nutrire i randagi e in particolare se la prende con il sostituto procuratore di Teramo David Mancini che secondo l'associazione, paventerebbe che chi dà da mangiare ai cani randagi, anche senza portarli a casa, ne diventi proprietario, assumendosi l'onere di esserne responsabile davanti alla legge. Una misura che crediamo debba avere una maggiore considerazione visto che è molto facile per questi sedicenti amanti degli animali, nutrirli e poi non occuparsi del pericolo che rappresentano per la comunità, (randagi in questo caso ma il problema si ripropone spesso anche per cinghiali, piccioni, cervi, orsi, ecc.). L'intervento di Mancini, che lo si voglia o meno, tenta di ripristinare una sorta di buonsenso nelle azioni dei cittadini, che devono insieme alle istituzioni, sentirsi maggiormente responsabili delle loro azioni.Per la Lav invece “L’ipotesi sostenuta dal sostituto procuratore – come dichiara Ilaria Innocenti del settore Cani e Gatti della LAV - è fuorviante e crea inutile allarmismo: i cani randagi sono del sindaco, in base al Codice Civile, e non dei cittadini che sostituendosi alle Istituzioni se ne prendono cura. Sono numerose le Leggi e le Ordinanze Ministeriali che pongono in capo ai Comuni la responsabilità degli animali vaganti sul proprio territorio ci domandiamo sulla base di cosa il sostituto procuratore Mancini abbia formulato questa discutibile teoria che rischia di creare grande confusione”.
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